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Tomo primo
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superiore a tutti i più eloquenti passi de’ poeti greci e de’latini, e che in sè sola contenga tutte le virtù, che sparse sivedono nelle orazioni de’ Tullj e de’ Demosteni, e di tut-ti i più eccellenti oratori. L’eccesso e l’ampollosità delle lo-di per sè stessa ne rende assai dubbiosa la verità -, ma il fat-to è , che i difetti di quelle parlate detraggono tanto da’ loropregi, non per altro rari e singolari, che io ancora leggen-dole con favorevole prevenzione, nata dalla venerazione e dalrispetto che alla letteratura inglese professo , non posso darmipace , che uomini di buon senso e di sano giudizio si lasci-no trasportare ad un sì fanatico entusiasmo. Facil cosa sareb-be far vedere molte stravaganze in que’ capi d’opera d’elo-quenza ; ma io soltanto sfido i più ardenti encomiatori a vo-lergli in una tragedia fedelmente tradurre , ed esporli sotto illor nome al giudizio del pubblico. Sono ben sicuro. che trop-pe saranno le cose, che si pareranno davanti ad un saviopoeta, di cui arrossirebbe di comparire l’autore, tanto essesono stravaganti e deformi. Pur nondimeno volentieri con-fesso, che nelle tragedie del Shakespear si potranno trovarede’ passi, che corretti, e riformati da un buon poeta faccianodello spicco nel più severo teatro. Così infatti vediamo , chealcuni tratti deli’Amlet saviamente adoprati dal Ducis, e al-cuni pezzi rifusi e rifatti dal Voltaire hanno servito d’orna-mento alle tragedie di questi poeti. Ma dirò pure , che nonmancano negli spagnuoli molti pregi, che potrebbono arric-chire il teatro moderno, se da mano maestra fossero ritocca-ti . L’intreccio delle favole è comunemente ingegnoso \ e seb-ben riesce alle volte troppo complicato, e troppo pieno d’ac-cidenti, questo anziché nuocere dovrà giovare a chi vogliasaviamente profittarne: la scarsezza de’ materiali, non l’ab-bondanza, può incomodare a chi desideri erigere una ma-