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Tomo sesto & settimo.
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che Cirillo fu Panima di quel concilio ; e che ài suo zelo,alla sua dottrina, prudenza ed attività si debbono le santeed utili decisioni, che in esso si fecero \ e che sebbene ebbea soffrire mortificazioni, prigionie e violenze, rimase alla fine,come ben meritava, vittorioso e trionfante.

Se altro merito non avesse Cirillo nella chiesa che la Altre opere

di san Ciril-

presidenza del concilio efesino, e le precedenti fatiche prese ^j n „ essan "pel combattimento dell’eresia di Nestorio, sarebbe con questosolo abbastanza degno della venerazione e riconoscenza ditutti i fedeli ; ma egli non cessò mai di faticare, di predica-re e di scrivere per la religione ; nè solo combattè contro inestoriani, ma contro gli ariani, e contro gli altri eretici,ed eziandio contro i gentili, e contro gli ebrei. Veramenteil campo di battaglia di san Cirillo fu il nestorianismo, cheegli con ogni sorta d’armi volle impugnare, e di cui otten-ne glorioso trionfo. A questo fine non vi fu fatica, che convero zelo non abbracciasse, nè si stancò mai di scrivere allostesso Nestorio, a’ monaci, al clero, al papa, ail’imperado-re, alle imperatrici, ed a molt’altri $ di fare estratti dell’ope-re di Nestorio, mettendo così più in vista gli errori, e didarne una compiuta confutazione, di comporre sposizioni delsimbolo della fede e de’ dogmi della credenza cattolica, conanatematismi degli errori contrarj, di tessere trattati con co-piosa erudizione di passi scritturali, di testimoni de’ santi pa-dri, e di sottili e stretti raziocinj, di stendere apologie dellasua condotta e della sua dottrina, e di formare ogni sortad’omilie, di discorsi e di scritti, e di combattere in ogni ma-niera gii errori di quell’eresiarca ; onde potè giustamente dir-si Cirillo il domatore di Nestorio, e l’Atanasio del nuovoArio. Ma, oltre tante gloriose fatiche contro i nestoriani,moltissimo altresì scrisse contro gli altri eretici, e si tenneTomo VI. r