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ne’ monisterj della confusione delle nature in Gesù Cristo, el’archimandrita Eutiche come maestro e predicatore, e, mal-grado le replicate dissuasioni, ostinato sostenitore della me-desima. Preso pertanto il conveniente esame, e fatte le do-vute citazioni, forse anche con troppa condiscendenza per lapersona dell’eresiarca, comparve finalmente questi nel conci-lio, ma accompagnato da Florenzio e da Magno, due mi-nistri dell’Imperadore, e scortato da gran numero di solda-ti, e non volendosi prestare ali’abjura del suo errore intima-tagli dal concilio, venne solennemente deposto dal comandodel monistero e dal grado sacerdotale, e tolto dalla comu-nione della chiesa. Allora può dirsi, che incominciò l’eresiaeutichiana. Eutiche scrisse al papa Leone lagnandosi di Fla-viano e del concilio ; e Flaviano rispondendo a Leone glidiede parte distintamente degli errori e dell’ostinazione d’Eu-tiche, e di tutto l’operato nel concilio. Eutiche intanto fecericorso anche ail’imperadore Teodosio, e per mezzo dell’eu-nuco Crisafio suo amicissimo, e nimico di Flaviano, l’indus-se a prendere le sue parti, a scrivere al papa, ed a convo-care altri concilj in suo favore j onde sempre più si rese for-te ed ardita la nuova eresia. Allora si tenne quell’infame escandaloso concilio, che venne poi a ragione chiamato latro -cinto efesino , dove, oltre infinite altre violenze, il patriarcaalessandrino Dioscoro, o l’archimandrita Barsuma, o i suoimonaci giunsero a metter le mani, e, come dice Evagrio (a),anche i piedi sopra Flaviano, che dovè pertanto morire po-co dipoi ; allora si videro molt’altre orribili scene mosse dalvecchio Eutiche, e si scoprì chiaramente nella sua malvagiaipocrisia quanto poco sia da credere all’apparente esemplari-
tà) Hist. eccl. lifa. il, cap. il.