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tà della vita di chi vuole formarsi a suo modo la fede, ericusa d’assoggettarsi alle decisioni della chiesa. Non potevavenire in circostanze più inopportune questa nuova eresia . Inestoriani se ne prevalevano per far vedere quali fossero leconseguenze dell’opporsi con tant’ardore alla distinzione del-le persone in Gesù Cristo, e s’univano co’ cattolici per im-pugnare gli eutichiani, o, per dir meglio, li facevano com-parire nestoriani nel combattere i nuovi eretici, o gli accu-savano d’eutichiani, se s’opponevano alla dottrina de’ nesto-riani. I cattolici restavano sorpresi e confusi di non averesaputo prevenire a tempo questa fatale conseguenza dell’in-avveduto zelo di alcuni antinestoriani, e si vedevano bersa-gliati da tutte le parti, sentendosi accusare d’eutichianismoda’ nestoriani, e di nestorianismo dagli eutichiani.
Fortunatamente lo zelo e la costanza, la dottrina e laSan Leone. prudenza del papa romano san Leone seppe far fronte all’u-
na ed all’altra eresia, e tener salvo il giusto mezzo dell’or- <todossa verità. Egli scrisse lettere didascaliche e dottrinali aivescovi ed alle chiese, agli archimandriti ed a’ monasterj, ri-spose alle questioni, formò istruzioni, e diede regole per at-tenersi all’ortodossa credenza ; predicò in parecchie omelie ilvero dogma della distinzione delle due nature, e cogli scrit-ti e colle parole cercò di stabilirlo più sodamente, e pubbli-cò quella famosa lettera a Flaviano, ch’è stata ricevuta da’buoni fedeli come mandata dallo stesso apostolo san Pietro,e riconosciuta da tutta la chiesa come la regola della fedeortodossa, e come il canone di credenza della cattolica po-sterità. A ciò aggiunse le indefesse premure e i prudenti ma-neggi per riuscire nel religioso suo intento; e lettere e ricor-si e visite e mille istanze agl’imperadori Teodosio, Valenti-niano e Marciano, alle imperatrici Eudocia e Pulcheria, ai