Band 
Tomo sesto & settimo.
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re nelle ordinarie sue azioni, nel conoscere le passioni, e sa-perle opportunamente regolare, nello scoprire l’andamentodelle virtù e de’ vizj, nel trovare adattati mezzi di formareuna mente giusta ed un cuore puro consiste la vera filosofia;e una tale filosofia ritrovasi certamente negli scritti di sanGregorio. Ma in mezzo a tanti dotti ed utilissimi libri qua-le sua opera si potrà dire veramente teologica? Le circostan-ze del tempo, in cui più non sentivansi contrastare i genti-li, nè argomentare gli eretici contro le cattoliche verità, ec-citavano il suo zelo a riformare i costumi, non a difenderei dogmi, e lo dispensavano d’occuparsi negli esercizj polemi-ci d’una sottile teologia; e nè Gregorio, nè altro italiano diquel tempo ebbe occasioni di farsi vedere come erudito teo-logo.

Qualche maggiore eccitamento di coltivare quella scien- spagnuoii.za sembrava che aver dovessero nella Spagna i due fratelliLeandro ed Isidoro, contemporanei di Gregorio. Alcune dis-pute, che spesso sorgevano fra i cattolici e gii ariani, la per-secuzione di Leovigildo contra suo figliuolo Ermenegildo, cheabbandonò l’eresia ariana, e contro i cattolici, che l’ajuta-vano, e la conversione, che poi seguì, di Reccaredo e ditutti i goti al cattolicismo, diedero occasione a’ prelati spa-gnuoii di scrivere sul mistero della Trinità, e su’ dogmi con-trastati dagli ariani. Noi vediamo in sant’Isidoro (a), cheavanti la metà di quel secolo s’agitavano nella Spagna variequestioni teologiche , e che perciò Giustiniano vescovo di Giustiniano.Valenza un libro scrisse di risposte a cinque quesiti propo-stigli da Rustico, e che la prima di quelle versava su loSpirito Santo; la seconda contra i bonosiaci, che volevano v

(a) De Scr. eccles. c. xx.