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Tomo sesto & settimo.
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sofi e da’ poeti. Anzi i suoi libri teologici, pieni di dottrinefisiche e matematiche, in vece' di testimonj della scrittura ede’ padri, si possono riguardare come i primi esemplari delcorrompimento della teologia, che tanto si riprende negliscolastici posteriori. Del quale difetto non è stato affatto esen-te ne’ suoi comentarj Cassiodoro; poiché non poche volte sidistrae a cercare relazioni de’ numeri, ed altre picciolezze,che non curavano gli anteriori scrittori. Non furono soli Boe-zio e Cassiodoro i grand’uomini del sesto secolo; anche allafine del medesimo si videro genj superiori, che sarebbonostati in altri tempi Ilarj, Ambrogj e Girolami, ma che allo-ra non gran vantaggio recarono alla teologia. E chi potràsan Grego- ragionevolmente negare al papa san Gregorio il soprannomeS di Grande , che non solo co’ santi ed eroici fatti, e colle so-vrane virtù, ma cogli scritti altresì e col sapere si meritògiustamente, e che, se non vorremo con sant’Isidoro (a) di-re superiore a quanti l’avevano preceduto, potremo certometter del pari co’ più grand’uomini della chiesa? Declami-no pure quanto lor piaccia contro la morale di san Grego-rio il Barbeirac (ó), il Brukero (c), ed altri moderni: chiun-que con cuore sincero ed imparziale si metterà a leggere ilsuo Pastorale , o qualunque altra opera, dove lascia scorrerelibera la sua penna, vi troverà assai più soda e profondafilosofia, e più robusta e maschia eloquenza che negli arditie liberi sentimenti, e negl’infiorati e superficiali scritti de’pretesi filosofi de’ nostri dì. Non in profondere massime esputare sentenze, non in fingersi un uomo ideale, e caricar-1 lo a capriccio ora d’estremi vizj, ora di sconosciute virtù;ma nel vedere l’uomo quale è realmente, e saperlo condur-

(a) De Scr. eccles. e. xxvil. (b) De doctr. mor. PP. c. xvxl.

(c) Hist. cric. phil. per. il, part. il, 1. il, c. il.