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Tomo sesto & settimo.
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sato da nuove istanze di Giustiniano per approvarle, stimòbene di cambiar d’armi cambiati i nemici, e di dar corso al-la contrastata proposizione per opporsi alla baldanza de’ ne-storiani, come Ormisda per eludere gli artifizj degli eutichia-ni non credè bene di prestare a tale equivoca espressione lasua pontifìzia approvazione. E così a poco a poco andò ral-lentandosi, e terminò poi affatto quella strepitosa questione.

Origenisti . Oltre i nestoriani anche gli origenisti presero con quelledispute nuova lena, e particolarmente due monaci, Nonno eLeonzio bizantino, raccogliendo dall’opere d’Origene alcunierrori, li spargevano per l’oriente. Per far fronte alla pro-pagazione di questa dottrina ricorsero alcuni monaci geroso-limitani all’imperadore Giustiniano, il quale, secondando lasua voglia di teologizzare, non solo scrisse tosto un trattatocontro gii errori d’Origene, e l’indirizzò al papa Vigilio eda’ patriarchi deH’oriente perchè lo sottoscrivessero, come fe-cero realmente ; ma volle che Menna radunasse un piccioloconcilio in Costantinopoli, e vi facesse condannare tali erro-ri . Così infatti furono gli origenisti condannati e dal papa eda’ patriarchi orientali e da un picciolo concilio, e poi ven-ne rinnovata la loro condanna da uno generale, che fu ilQuestione secondo costantinopolitano (a) . Ma la questione, che fece

de’ tre Capi- }

‘° li - allora più strepito fu la celebre detta de tre Capitoli controTeodoro, Teodorero ed Iba. Quest’era un affare di pruden-za e di politica ecclesiastica anziché di dottrina e di teo-logia . La dottrina, che volevano condannare i contrarj, eragià stata abbastanza proscritta dal concilio efesino ed anchedal calcedonense, e la difficoltà d’anatematizzare le persone,che mostravano i difensori, nasceva più da un religioso ri-