Eresia degliiconoclasti .
Leone Isau-rico capo ditale eresia.
sti di studiare la teologia, e facevano assai con mantenere lafede evangelica, senza poter pensare ad impugnare le penneper difenderla. Pure, se i buoni studj fossero stati in piedealla venuta di quella setta, si sarebbono contro essa levatimolti zelanti teologi, e forse co’ dotti ed eloquenti loroscritti l’avrebbero soffocata. Ma chi mai v’era allora capaced’esaminare a fondo una nuova dottrina, e di cercare origi-nali ragioni, ed argomenti da confutarla? Infatti noi non ve-diamo in più d’un secolo dopo la propagazione del maomet-tismo chi mostri di conoscerne gli errori, e d’uopo fu aspet-tare che venisse al mondo nel secolo seguente san Gioannidamasceno, per avere un teologo, che desse alla chiesa co-gnizione di quella dottrina, e mostrasse le ragioni, con cuipoterla combattere, benché neppur egli ne diede una pienaconfutazione.
Più eccitò lo zelo e lo studio de’ teologi dopo il princi-pio del secolo ottavo la setta degl’iconoclasti -, setta nata an-ch’essa dall’inganno e dalla violenza. Troppo lungo sarebbeil voler descrivere l’origine ed i progressi di quell’eresia ; enoi ci riportiamo agii'storici ecclesiastici, de’ quali il Baro-nio quasi tutto un pieno volume impiega nella storia degliiconoclasti (a). Per ciò che risguarda la parte teologica dire-mo soltanto, che non con argomenti e ragioni, ma coll’in-ganno, colla violenza e co’ fatti s’introdusse e si propagòquest’errore. Prima un ebreo chiamato Sarancapechis indussecolla promessa di lungo impero l’arabo Jezid a far la guer-ra alle immagini j poi un certo apostata Beser, secondato daCostantino vescovo di Natòlia, scacciato dal vescovato perTempia sua condotta, mise in testa all’imperadore Leone Isau-
(a) Annal. etcì. toni. IX.