Band 
Tomo sesto & settimo.
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I 9)

nologla, nell’astronomia, nell’aritmetica, e in tutte le mate-matiche ; nella fisica, nella filosofia, nella critica, e nell’ese-getica scritturale ed in ogni sorta d’erudizione profana ed ec-clesiastica, e che in ognuna d’esse arrivasse a scrivere operesì giudiziose ed esatte, come vediamo con meraviglia nel ve-nerabile Beda? Così avesse egli avute occasioni d’esercitarsinelle materie polemiche, e di mostrare più apertamente intrattati dogmatici la teologica sua eloquenza ed erudizione .Ma non avendo egli eretici da combattere, rivolto princi-palmente alla storia ecclesiastica ed alla spiegazione dellescritture, giovò bensì in generale agli studj ecclesiastici e adogni genere di cultura, ma non potè servire gran fatto a ri-mettere nel perduto suo splendore la teologia. Contempora-neo ed amico di Beda fu Acca, erudito vescovo, e scrittored’opere ecclesiastiche, lodate dai Pitseo e dal Baleo. Disce-polo di Beda fu il rinomato Alcuino maestro di Carlo ma-gno, e suo coadjutore nella riforma degli studj; e così l’In-ghilterra in mezzo alla decadenza delle teologiche disciplineconservò qualche miglior gusto di soda erudizione . Intantouna nuova religione facendo rapidi progressi recava gran pre-giudizio alla cristiana, senza dare campo alla teologia diesercitare le sue forze. Verso il principio del settimo secoloMaometto, ignorante, ma furbo impostore, fingendosi ispira-to da Dio istituì una nuova religione, che potè facilmentecon menzogne ed inganni persuadere a’ rozzi suoi arabi, eche poi non co’ raziocinj, ma colla spada propagò per Pal-are nazioni. La vittoria, che suole spesso accompagnare lefiere e barbare genti contro le umane e polite, rese in bre-ve tempo gli arabi padroni di gran parte dell’Asia, dell’Afri-ca e dell’Europa, e tenne in oppressione i cristiani, che do-vevano arrendersi alle lor armi. Così poc’agio avevano que-

Altri ingle-si .

Invenzionedel maomet-tismo .