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rono contro l’eresia dì Felice, e il piu solenne ed autorevolefu quello di Francfort a questo fine particolarmente convo-cato, benché poi anche al culto delle sacre immagini e adaltri oggetti rivolto. Discepolo di Felice fu lo spagnuolo Clau- Claudio to-dio, divenuto poi vescovo di Torino, e detto per ciò torine-se, il quale, autore di molti commentarj scritturali e d’altriscritti per quel tempo assai stimati, diede nell’errore degliiconoclasti, ed operò e scrisse contro le immagini, contro lavenerazione delia croce, e contro il culto de’ santi e delleloro reliquie. Questi errori, questi concilj, questi dibattimen-ti diedero luogo a varj scritti, ed a maggiore diligenza nellostudiare le materie teologiche. Ma esaminando i concilj e gliscrittori ortodossi di quel tempo, troviamo bensì in essi lacostante tradizione della chiesa, e la vera sposizione delle cat-toliche verità ; ma vediamo tutto involto in sì deboli discor-si, ed appoggiato ad incolti, e non sempre ben condotti, nèassai giusti ragionamenti, che non fanno molt’onore a’ pro-gressi teologici di quell’età. Leggonsi nel secondo concilioniceno dialoghi de’ cristiani cogli ebrei e co’ gentili sopra lesacre immagini, scritti da Leonzio di Napoli in Cipro e daGioanni di Tessalonica^ leggonsi varj altri discorsi d’altri pa-dri (a), e quanto sono lodevoli per la pietà e per la veritàdella dottrina, altrettanto trovami privi di soda erudizione edi forza di persuasione. 11 concilio di Francfort, congregato concilio dinel 794 sotto Carlo magno per trattare dell’errore d’Elipan- Francf ° rt ‘do e di Felice, volle richiamare ad esame la causa delle im-magini, e la decisione del concilio niceno secondo, e, oltrelo sbaglio di credere celebrato in Costantinopoli quello ches’era tenuto in Nicea, tutta la dottrina di quei sinodo intese
(a) Act. iv, v.