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Tomo sesto & settimo.
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rimettere in pieno vigore. Nell’anno 787 il papa Adriano e

Concilio ni- ori’imperadori Costantino ed Irene sua madre convocarono un

ceno xl, D r

concilio in Nicea, che fu il settimo generale, dove si stabilìil culto, che può e dèe darsi alle sacre immagini ; si confu-tò il conciliabolo costantinopolitano sotto Costantino Copro-nimo e Leone, che si voleva far passare per ecumenico, esi decretò cattolicamente questo dogma di fede. Non fu benintesa nell’occidente la dottrina di quel concilio, e Carlo ma-gno ne’ famosi libri carolini ne fece una rigorosa ed anchemordente critica, a cui rispose il papa Adriano*, e i padri delconcilio di Francfort, celebrato nell’anno 794, e poi que’del congresso di Parigi, nel 824 disapprovarono e rigettaronoquel concilio, che nè riguardavano per ecumenico, nè lo sti-mavano libero di gravissima superstizione; mentre credevano,che avesse ordinato di dare alle immagini il culto stesso,che si rende alla santissima Trinità. Mentre i cattolici occi-dentali poco dirittamente giudicavano della dottrina del set-timo sinodo, gl’iconoclasti orientali sfrontatamente la mal-menavano, ed un conciliabolo unirono sotto l’imperadore Leo-ne armeno e il falso patriarca Teodoto, dove dichiararonoecumenico il pseudosinodo costantinopolitano, da loro chia-mato settimo universale, e condannarono con gravi anatemiil secondo niceno, che dèe dirsi il settimo concilio ecumeni-Eresia di co. Verso que’ tempi avanti la fine dell’ottavo secolo Felice

geintano. vescovo d’Urgella, ed Elipando arcivescovo di Toledo spar-sero per la Spagna e per altre nazioni l’eresia già altre vol-te messa in campo, cioè, che Cristo nella sua umanità nonfosse figliuolo proprio, ma soltanto adottivo di Dio; errore,che sembra essere stato quello de’ bonosiaci , contro i qualigià un secolo prima aveva scritto Giustiniano vescovo di Va-lenza, come di sopra abbiamo detto. Varj concilj si celebra-

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