Band 
Tomo sesto & settimo.
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fana per gli occidentali, come Fozio per gli• orientali; e vifiorivano oltre di questi Ratramno, Radberto e tant’altri giànominati, e v’erano altresì il sopra citato Prudenzio trasferi-tovi dalla Spagna, un Fulberto, un Angelomo, un Ilduino /

e parecchi altri, che accrescevano il lustro teologico di quel-la religiosa nazione. Tanti papi, che nelle loro lettere sì* Neiritaii».dottamente trattarono i più importanti punti della teologia,bastavano a tener vivo fra gl’italiani l’amore de’ sacri studj:ma qual v’era teologo più versato in ogni sacra e profanaerudizione d’Anastasio bibliotecario? Non durò però moltoquest’ardore pei sacri studj 3 e noi per quasi due secoli altrinon vediamo che con qualche lume di sapere si distingua-no, ed in materie teologiche impieghino le loro fatiche, cheun Raterio vescovo di Verona, autore di molte prediche, al-cune delle quali su la illustrazione versano di punti dogma-tici , e d’un trattato contro alcuni ignoranti preti, che gros~solanamente volevano rinovare in Italia l’errore degli antro-pomorfiti, nato per l’addietro fra’ greci, poi introdotto pres-so alcuni spagnuoli, ma non mai venuto in qualche credito;un Nicone, che ci ha lasciato un libro su la pessima religio-ne degli armeni; un Erigerò, che entrò alla fine del secolodecimo nella gran questione dell’antecedente sul Corpo e San-gue di Cristo nell’eucarisna ; un Gerberto divenuto poi Sil-vestro il, benché più conosciuto pe’ suoi progressi nelle scien-ze naturali che per gli studj teologici ; un Fulberto de Char-tres, uno de’ primi ristoratori di questi studj., e qualche al-tro non affatto abbandonato all’inerzia ed oscurità del deci-mo secolo.

L’errore di Berengario intorno all’eucaristfa risvegliò un Errore dipoco nell’undecimo gli animi de’ teologi. Nel nono secolo . su Teucari-

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come abbiamo veduto, si disputò se il Corpo di Cristo esi-

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