Band 
Tomo sesto & settimo.
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vescovo di Langres, e gli fece vedere l’assurdità di voler cheil Corpo di Cristo esistesse soltanto in idee e in virtù nell’eucaristia, come si potrebbe dire, che esista nel battesimo enegli altri sacramenti. Con più estensione e con più sodezzaattaccarono quegli errori Alberico nel libro, che in una set-timana compose, e presentò nel sinodo romano sotto il pa-pa Niccolò il, il quale molto contribuì ad eccitarlo alla pri-ma abjura; Durando abate di Troaru in Normandia, che,oltre l’erudizione de’ passi de’ santi padri che allega, ci dàla storia delle diverse condanne in varj concilj fatti dell’ere-sia di Berengario, e con ciò un monumento della tradizionee dottrina di tutta la chiesa. Guitmondo vescovo d’Aversa,il quale, oltre la confutazione di Berengario, ci espone ledifferenti opinioni, in cui si dividevano i suoi settarj, e lecombatte tutte, e risponde alle lor obbiezioni, e tratta varie1 questioni relative a questa materia, ed altri non pochi, vo-lendo quasi tutti i dotti cattolici impiegare la loro teologicaerudizione a combattimento dell’errore di Berengario. Machi ha lasciato in questa parte più nome è stato il celebreLanfranco arcivescovo di Cantorberì. Era Lanfranco uno de’più grand’uomini di que’ secoli, versato nella lettura de’ buo-ni scrittori profani e sacri, potè aprire una scuola, dove, ol-tre gli studj ecclesiastici, una latinità insegnava più romana,per dir così, di quella che a que’ tempi sentivasi nelle scuo-le, e leggevasi negli scritti. Nella lettura de’ codici scrittu-rali è de’ santi padri non si contentava d’intendere, e di ri-tenere ciò che in essi trovava, ma passava a confrontare edesaminare le varie lezioni, e farne quindi le convenienti cor-rezioni, e a mettere in opera qualche principio di critica. Lesue lettere si rendono interessanti per molti punti d’ecclesia-stica disciplina. 1 suoi conienti su l’epistole di san PaoloTomo VI. ff

Lanfranco.