Band 
Tomo sesto & settimo.
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mente attaccato alla romana credenza. Ma il Cerulario ave-va ben altre mire: aspirava al patriarcato universale ed allasuperiorità sopra al romano pontefice, e perciò cercava sol-tanto di mettere in discredito la disciplina e la dottrina de’latini per dare alla sua maggiore autorità; affollava accuse,menzogne e calunnie, e poco gli caleva di provare la veri-tà delie sue asserzioni. Pietro patriarca antiocheno era piùdiscreto nel suo giudizio. Pressato dal patriarca di Grado pelpartito de’ latini, e per quello de’ greci da Cerulario, rispon-de politamente ad amendue ; ma non acconsente con quel diGrado per l’uso degli azimì, e rimprovera per molti capiquello di Costantinopoli, rifiuta molte delle sue accuse comefalse, ed altre .come frivole e vane, e ritrova presso i greciusi simili a’ ripresi ne’ latini, riconosce per veramente con-dannabile l’aggiunta nel simbolo della parola Filioque ; ma inquesto e in qualche altro, in cui crede riprensibili i latini,gli scusa per l’ignoranza e barbarie, e conchiude di non vo-lerli condannare ed anatematizzare, ma compatirli e correg-gerli (a ). Noi dovremo ritornare altra volta su le questionide’ greci co’ latini, ed or ci basti avere accennati i principjdi quella funesta divisione, che, incominciata da Fozio, masoffocata da’ suoi successori, si riaccese alla metà del secoloundecimo per opera di Cerulario, nè poscia mai più s’è estinta,stato delia Questo però servì alquanto a rinovare gli abbandonatiquei secolo, studj, e rimise in qualche vigore la teologia, fiorirono in-fatti a que’ tempi assai più dotti scrittori che ne’ preceden-ti: uno Psello, il maggior filosofo, e l’uom più erudito delsuo secolo, il quale scrisse altresì parecchi libri sopra la fe-de, sopra i sette sinodi, e sopr’altre materie teologiche; un

(a) Baron. ad an. 1054.