Band 
Tomo sesto & settimo.
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Sant’Ansel-mo.

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tutti con molta erudizione, e con eloquenza superiore a’ suoitempi, e in varie guise s’è fatto rispettare come valente teo-logo . Un altro santo vescovo, Brunone di Segni, lasciò sti-mabili monumenti del suo zelo teologico, ed oltre i co-menti di varj libri della scrittura, e alcune vite di santi, ol-tre un trattato dell’Incarnazione, e diversi altri opuscoli, en-trò anche nelle controversie sì dibattute co’ greci, e scrissesul sacrificio dell’almo , sul sagramento della chiesa , su miste-ri e riti ecclesiastici. Ad altra materia più controversa alloranell’occidente si rivolse altro santo vescovo, Anseimo di Luc-ca, nato, secondo alcuni, e certamente vivuto e morto, edopo la morte conservato incorrotto in questa città di Man-tova , e prese coraggiosamente a trattare deU’investiture, edeH’immunità ecclesiastiche ; e sì ne’ due libri contro l’anti-papa Guiberto a favore del vero papa san Gregorio vii, chenella raccolta de’ testimonj di varj autori, per provare, chele facoltà della chiesa non sono in potere de’ principi, par-la con molta forza di tali punti. Ma il più sublime teolo-go , che si può dire per eccellenza sopra tutti gli altri ilteologo deli’undecimo secolo, fu sant’Anselmo arcivescovo,come Lanfranco, di Cantorberì. Qual genio sublime era quelgran dottore, che dopo le tenebre del decimo secolo in mez-zo alle dialettiche frivolezze delle scuole seppe levare sì ai-to il volo, da inoltrarsi con sovrumana metafisica ne’ piùprofondi arcani dell’esistenza e degli attributi di Dio! Qualmente vasta, che dalle più astratte meditazioni passava sìfrancamente alle polemiche disquisizioni, ed agli stretti ragio-namenti univa una copiosa ed opportuna erudizione! Il suoMonologo , o il soliloquio entro sè stesso, e il Proslogo , o ilsuo colloquio con Dio contengono ciò che di più sottile esublime può insegnare su l’esistenza, su la bontà, sapienza,