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eternità, immensità, ed altre perfezioni di Dio una teologi-ca e superiore metafisica, e gli meritarono gli elogj del Leib-nizio, e l’accettazione del Cartesio d’alcuni suoi pensieri. Ildialettico Roscelino inventava sofismi per oscurare il misterodella Trinità; e Anseimo colla giusta sua logica atterravaogni sofistico ragionamento, e metteva in chiaro la veritàdel mistero. Entra nelle questioni co’ greci su la processionedello Spirito Santo e su l’uso dell’azimo nell’eucaristia, espiega il fondo della sua teologica erudizione. Viene alleprese cogl’infedeli, e tratta la questione, perchè un Dio s’èfatto uomo. Le ardue questioni del peccato originale, dellavolontà e della libertà, dell’accordo di questa colla prescien-za, predestinazione e grazia di Dio, e varj altri punti agi-tati da’ teologi, tutto si sottomette alla sua studiosa ed in-defessa teologia; ed Anseimo può dirsi il primo, che abbiasvolte con una soda metafisica le materie teologiche, e cheabbia data un’aria veramente filosofica alla teologia. Questametafisica però, e quest’aria filosofica nella teologia l’hannofatto riguardare come uno de’ primi introduttori della scola-stica. E' vero, che le sue ragioni sono sempre vere e giu-ste, e che la sua eloquenza è fluida e sciolta, non legata aforme scolastiche; è-vero, che non corre dietro a vane edinopportune questioni, nè usa ancora que’ termini e quellebarbare voci, che divennero proprie delle scuole; nè presen-ta una teologia sì arida e secca, quale riconosciamo la sco-lastica; ma egli va tanto avanti nelle metafisiche sottigliez-ze , e s’agguindola in sì fini ed arguti ragionamenti, che du-ra fatica il più attento lettore a seguirlo negli aerei suoi vo-li, e ad intendere gl’involuti e profondi suoi argomenti, emostra una tale voglia di spiegare ogni cosa colla sua subli-me metafisica, e di far uso della filosofia nelle materie teó-Tomo VI. g g