270
vano col diffamare la chiesa, i suoi sagra menti, ed i suoiministri, col fantasticarsi a loro modo l’eucaristia, e gli altrisagramenti, coi farsi a loro capriccio i sacerdoti e i ministriecclesiastici, col volere una rinnovazione della chiesa e del-la legge evangelica, e pretendere, come molti antichi ereti-ci pur credevano, che questa nella lor setta dovesse consiste-Marsìgiiodi re. Non giunse a tanto eccesso il famoso Marsiglio di Pado-va; ma forse quella stessa quale che fosse moderazione ten-ne in qualche maggior credito i suoi errori; e scrivendo eglida politico, non da teologo, levò al papa ed a’ vescoviogni superiorità, tolse ogni potestà temporale alla chiesa, ela soggettò all’imperadore, e colle politiche sue opinioni re-cò maggior danno alla religione che se si fosse abbando-nato alle amare declamazioni, ed alle solite cantilene deglieretici di que’ tempi, le quali erano state già prima cantateda altri anteriori, e sono poi state ripetute da molti ereticiQuestioni de’ nostri tempi. Le questioni, che più romore menarono in
eccitate con.
tro gii oidi, que secoli, furono d’una ben diversa natura, ed ebbero per
ni religiosi. x
soggetto due ordini religiosi poco prima istituiti, e per auto-Gugiieimo ri un celebre professore, Guglielmo di Sant’Amore, ed un pa-ntere . pa Giovanni XXII. Per differenze insorte fra l’università diParigi, e la corte reale ritiratisi dalla città i professori, co-minciarono i religiosi domenicani ad insegnare nelle pubbli-che scuole la teologia, e quindi nacquero fra questi e i pro-fessori dell’università gravi e lunghi contrasti, che impegna-rono anche varj papi e vescovi, la corte e diversi principi.Uno de’ più ardenti difensori de’ diritti o delle pretensionidell’università fu il professore Guglielmo di Sant’Amore, ilquale fion contento delle difese giuridiche dell’università,passò anche alle accuse teologiche de’ religiosi, e delle reli-gioni mendicanti. E perciò in un libro, che scrisse su’ peri-