Band 
Tomo sesto & settimo.
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coli degli ultimi tempi, attacca continuamente sotto i titoli difarisei e di falsi profeti, e sott’altri poco onorevoli i religio-si di san Domenico, e di san Francesco, e li dipinge comefalsi predicatori, che sotto apparenze di pietà sono i più pe-ricolosi e pregiudiziali alla chiesa di Dio, ed alla salute de’fedeli. Egli in oltre vuole provare con grand’apparato di dot-trina e d’erudizione, che non è lecito ad un cristiano dare a’poveri i suoi beni, e ridursi a mendicare il proprio sostenta-mento ; che non si può dare la limosina ad un mendico sa-no e robusto, il quale possa colle sue fatiche guadagnarsi ilvitto; e che non deono i predicatori domandare paga, o li-mosina per non sembrar simoniaci 5 e tocca molti punti con-tro le religioni mendicanti, e particolarmente contro i dome-nicani, ed entra nell’ecclesiastica gerarchia, ne’ diritti e nel-le facoltà de’ papi, de’ vescovi, e de’ parrochi, e sparge unadottrina, ch’è spesso erronea, e quasi sempre pericolosa. Gran-de strepito fece nella chiesa la dottrina di Guglielmo, mas-simamente essendo esposta con semplicità e chiarezza, e conteologica erudizione. Il papa Alessandro IV severamente lacondannò ; san Tommaso (a ), san Bonaventura ( b) , e parec-chi altri scrittori l’impugnarono vivamente, e la dottrina diGuglielmo venne riguardata da’ buoni teologi come sedizio-za, erronea, e scandalosa. Come l’insegnare nelle scuole, co-sì il predicare e confessare nelle chiese fu motivo di gravidisturbi agli ordini mendicanti, i quali trovarono ne’ parro-chi la stessa opposizione che ne’ professori; e ciò diede ma-teria a molti scritti per l’una e per l’altra parte, finché perreplicate bolle de’ papi restò la causa decisa a favore de’mendicanti. D’un gusto ben differente furono le contese di

(a) Tom, xvil Opusc. cantra impugn. relig. (b) Apolog. evang. paup. eie.