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Ecolampadio, dopo Calvino e Beza, ebbero per maestri ilBullingero, il Vireto, il Bibliandro, Pietro Martire, l’Ospi-N niafro^ed altri non pochi; e così l’altre sette contavano fra’
loro partigiani, scrittori di chiaro ingegno, e di non volga- .re dottrina*
In mezzo a tante novità, tante eresie, e tanti scismi lachiesa cattolica seguiva costantemente le antiche sue tradizio-Teoiogicat-ni, autenticate colla credenza di tanti secoli, e rimanendoimmobile nella santa sua unità, procurava con conferenze ecolloquj, con assemblee e con sinodi, con legazioni e conmediazioni, con libri, con iscritti di varie sorti, e con ognimezzo di richiamare gii smarriti suoi figli, e d’impedire ul-teriori divisioni e rotture, e produceva in più classi di perso-ne dotti teologi, che combattessero le nascenti eresie, ed illu-strassero le dottrine cattoliche. E non dovrà dirsi tale il ce-^Tommaso lebre cancelliere delPInghìlterra Tommaso Moro, il quale,benché più conosciuto per le opere politiche e storiche, pub-blicò pure una confutazione di Lutero, che può dirsi unadelle produzioni più eleganti, che sieno uscite in questa ma-teria? E non furono tali l’Erasmo, e il cardinale Gaetano,da noi sopra nominati? E quanti cardinali non applicaronoFischer. allora a questo soggetto i loro studj ? Il cardinale Fischervescovo di Rochester in quante opere diede fuori, or controla difesa pubblicata da Lutero delle sue proposizioni condan-nate da Leone X, or contro i luterani, or contra Ecolam-padio, or per l’autorità del sacerdozio, or su altre materieteologiche, fece in tutte vedere quello zelo, quella dottriuaed erudizione, quella sodezza di pensare, e quel diritto giu-dizio, che lo renderono uno de’ prelati più rispettabili dellachiesa in que’ tempi di tribulazioni e d’avversità. Più coltoed elegante, benché non così profondo teologo, fu il cardi-