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so con quanta serietà e posatezza, con quanta dottrina ederudizione non si volgeva e rivolgeva, e in varj aspetti guar-davasi, e in diverse guise s’esaminava ogni articolo, ogni pro-posizione, ed ogni parola! Quale differenza delle dispute del-le scuole, dove tutto lo studio tendeva ad inviluppare conartifiziosi raggiri l’avversario , ed a restare vincitore nell’inu-tile lizza, e di quelle gravissime disquisizioni, donde dipen-deva la stabilità de’ dogmi cattolici, e il trionfo della verareligione ! Quale differenza, dirò anche, delle turbolente as*semblee fin allora tenutesi fra’ protestanti , ed eziandio fra icattolici e i protestanti, e di quel posatissimo e venerandocongresso? A quelle conferenze, a quelle congregazioni, aquell’augusto concilio può certamente la teologia riferire ilvero rifiorimento, a cui in quel secolo fu condotta . Spiegòinfatti dopo quel tempo i suoi lumi nella teologia, non'me-no che nella sacra eloquenza il Toledo, levato poi pe’ rile- Tondovanti suoi meriti alla porpora cardinalizia . Maggior nomeha lasciato nella repubblica letteraria un discepolo del Tole-do, il sodissimo Maldonato. L’oculatezza nello scegliere que-stioni veramente importanti, ed escluderne ogni inutilità, ilmetodo di trattarle spiegandone con brevità e chiarezza lostato, appoggiando ad opportuni testimonj della scrittura ede’ padri ogni proposizione, rigettando gli errori contrar], erispondendo con precisione e nettezza alle obbiezioni, la- savialibertà di pensare senz’attenersi servilmente alle opinioni de-gli altri, il sano giudizio e fino tasto nel venire alle decisio-ni, lo stile semplice e chiaro e di facile intelligenza senzacadere nel basso, nè seguire l’incoltezza degli scolastici, sonodoti dell’opere del Maldonato, che non erano comuni all’o-pere teologiche di quel tempo. Poco ha scritto in teologia ilMariana ,* ma in quel poco si è fatto conoscere un profondo