332
veduta una radunanza sì piena di dotti prelati, e di rinoma»ti teologi! I cardinali Polo, Seripando, Morone, Osio, ed al-tri simili, più rispettati pel loro sapere, che per la porpora ;i vescovi Olao Magno, Antonio Agostino, Luigi Lipemano,Isidoro Clario, il Capilupi, il Musso, ed altri moltissimi,no-mi illustri nella storia letteraria non meno che nella eccle-siastica 3 e poi Arias Montano, il Catterino, il Soto, il Lai-nez, il Salmeron, il Carranza , il Turriano, e tant’altri qui-vi soltanto concorsi come teologi capaci di ben discutere lematerie, e rischiarare le controversie, formavano il più ri-spettabile e numeroso congresso di teologi, che si fosse maiveduto in tutta la chiesa. Il metodo stesso di trattare le ma-terie usato in quel concilio dava campo di fare spiccare inesso assai più che negli altri la teologica erudizione. La co-pia e varietà delle materie che vi si presentavano, la vastitàde’ lumi che si richiedevano per poterle tutte giustamentecomprendere, e la posatezza e maturità di giudizio, a cui ob-bligava l’importanza delle materie, e la difficoltà delie cir-costanze , indussero que’ sacri prelati a preparare colla mag-giore diligenza ed attenzione tutti i punti delle questioni avan-ti di venire alla decisione- E a questo fine formarono diver-se congregazioni preparatorie, alcune di scelti teologi, altredi teologi e canonisti, altre di dotti vescovi, nelle quali sidibattevano i punti sì del dogma che della riforma, e si con-certavano le sposizioni e i decreti ; questi poi si cribravanodi nuovo, e s’esaminavano maturatamente da’ vescovi; e fi-nalmente nelle generali sessioni di tutto il concilio si venivaall’ultima decisione. Quante dispute su l’autorità delle sacrescritture e delle tradizioni, sul peccato originale , su la giu-stificazione, su’ sacramenti, e su quasi tutte le materie dellanostra fede ! Con quanto calore ed impegno, e al tempo stes-