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Tomo sesto & settimo.
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co, e lo tradusse in arabo. Poco dopo Tanno mille , dice ilBuxtorfìo, cominciarono a rinascere fra gli ebrei gli studjdelle lettere, ed a venire a pubblico splendore i loro sapien-ti. Dopo il mille cominciarono a venir fuori molti lor libri,mentre que’ pochi, che n’avevano prima, non su le scritture,ma su le talmudiche tradizioni s’occupavano principalmen-te (a). Verso la metà del secolo undecimo i due gran criti-ci After e Neftali diedero l’edizioni della scrittura, secondole quali si formarono, o si corressero tutti gli esemplari dell’oriente -, e verso la fine del secolo duodecimo vuoisi riferirel’edizione del rabbino Hillel, ch’è stato l’esemplare, da cuisi sono copiati quanti codici biblici abbiamo nell’occidente.Allora fiorì il famosissimo Àben Ezra, che molte e sensateregole diede per l’intelligenza delle scritture. Allora MosèMaimonide, stimato e citato con onore non solo dagli ebrei,ma altresì da’ cristiani, il quale pecca forse per un eccessodi critica e di filosofismo. Allora David Kimki, SalomonIsaaki, Levi ben Gerson, Isacco Abravanel, e tutti insommai più celebrati rabbini, e più dotti critici, che abbiano maiprodotti le sinagoghe.

Non era intanto fra’ cristiani affatto abbandonata la cri-tica sacra. Dallo scrittore anonimo della vita di Lanfranco,riportata dal Dacheri ( b ), vediamo, che Lanfranco corressei libri del vecchio e del nuovo testamento, che per colpadegli scrittori erano estremamente corrotti, e coll’ajuto de’suoi discepoli ne diede un’edizione, che servì poi di normaa tutte le chiese della Francia e dell’Inghilterra. D’uno Ste-fano, abate cisterciense del secolo seguente, cioè del duodeci-mo , dice il Mabillon, che corresse sì accuratamente un esem-

After.

Neftali.

Hillel.

Aben Ezra.

Mosè Mai-monide.

Critici cri-stiani .

Lanfranco.

(a) De atbrev• Hebr. (b) SpiciL