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Unitamente alla detta versione gotica.de’ vangeli diede fuo-Deii’angio- ri lo stesso Mareschall l’anglo-sassone de’ medesimi. V’era di
sassone.
questa un bellissimo codice in Oxford, e nel ij71 ringleseGiovanni Foxe ne fece in Londra un’edizione. Ma trovan-dosene poi tre altri codici, gli esaminò, e confrontò tuttiquattro ii Giunio, e raccogliendone molte varianti, ed unen-dovi alcune glosse sassoniche interlineari prese da due anti-chissimi codici, consegnò tutto al Mareschall, il quale nefece un’accuratissima edizione, arricchita parimente colle sueosservazioni (a ). Più notizie recar potrebbonsi su le biblicheedizioni, se il nostro intento ci portasse a distenderne un ca-talogo; ma per noi basta avere una qualch’idea delle glo-riose fatiche, che hanno impiegate i critici degli scorsi secolinell’illustrazione delle scritture, e rimettiamo ai le Long ( 6 ) yal Kortholt (c), e ad altri simili i curiosi lettori, che ne de-- siderino più distinte notizie.
Alla parte, per così dire, ecdotica della critica biblica,quella cioè, che riguarda l’edizioni, potranno parimente ap-Concords , n . partenere l’opere, che abbiamo col titolo di Concordante del -zelila b!b - ^ li primo autore di simili Concordanze si dice co-
u s odisanto munemente il cardinale Ugo di Santo Caro verso l’anno 1260.Così lo scrissero Triremio, Sisto senense, Genebrardo,e moit’altri. Sisto dice, che un’opera di tanta fatica non fu solo diquel dotto cardinale, ma di cinquecento religiosi del suo or-dine domenicano, da lui destinati a sì laboriosa impresa, eche neppure tutti questi fecero le concordanze compiute, maso'tanto delle parole declinabili della bibòia. Genebrardo alsolo Ugo dà tutta la gloria, ed a lui riferisce le concordan-ze non solo delle parole declinabili, ma eziandio deH’inde-
(a) Ibid, (b) Bibl. sacr. tom. I. (c) De var. sacr. Script, edit. ctc.