Band 
Tomo sesto & settimo.
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e piu giusto senso ad alcuni passi oscuri e difficili, e difesacon molta sodezza e dottrina la verità d’un passo della scrit-tura, deriso dal Tindal, dal Voltaire, e da altri incredu-li (a ). Aveva descritto colla solita sua critica ed avvedutez-za il codice samaritano tritaplo delia biblioteca barberina,cd uno siriaco delFambrogiana, ed a molt’altre simili occu-pazioni s’era prestato. Così in varie opere, e in varie guiseha illustrato, ed illustra quel dotto professore il testo deliascrittura, e gli studj biblicij e la critica sacra, e l’orientaleletteratura possono ben gloriarsi di avere a’ nostri dì neldotto e savio Gian-Bernardo De-Rossi un biblico illustratoreda mettere a fronte de’ più celebri de’ passati. Colle varian-ti del Kennicott, e del Rossi, e con altri lumi della masso-ra, e altronde cavati hanno dato recentemente nel 1793 unanuova edizione del testo ebraico, e delle varianti il Boeder-lein, e il Meisner, ridotta saviamente a due brevi volumiper comodo degli studiosi. Noi lasciamo da parte il Micae-lis, il Bruns, il Liliental, lo Schultz, lo Starck, e molti al-tri de’ nostri giorni, che hanno recati nuovi lumi al testoebraico. Quanto finor abbiamo detto, fa vedere abbastanza,che neppure questo ramo della critica sacra è stato nel pre-sente secolo trascurato.

Che se in un punto quasi già esausto dà tanti, che pertanto tempo, e con tant’impegno v’hanno faticato, hannosaputo i moderni critici lavorare con novità e con profitto,quanto più non avranno fatto in un altro appena toccato daaltri critici ! L’antica versione latina detta Italica giacevagià da molti secoli sconosciuta, e obbliata 5 il Nobilio versola fine del secolo decimosesto la richiamò alla luce, e con

( a ) Specimen far. lect. etc. ex sing. coi. privatae hiblioth. Pii vi etc.

Illustrazio-ne dell’anti-ca versionelatina.