Band 
Tomo sesto & settimo.
Seite
462
JPEG-Download
 

molta diligenza ed accuratezza ne riprodusse molti frammen-Martianay. ti. Il Martianay* alla fine dello scorso secolo, ed al principiodi questo fece su quella Versione molte ricerche, e coll’ajutodi due codici antichi di Corbia, è di san Germano ne pub-blicò il vangelo di san Matteo, e l’epistola canonica di sanGiacomo, illustrandolo tutto con prolegomeni ed annotazio-ni, che hanno molto giovato a’ posteriori critici, che han-no voluto portare più avanti simile impresa . Prima dellasabathier. metà di questo secolo il Sabathier s’immerse a tal fine nel-le biblioteche, e vi scoprì varj codici, ne’ quali o libri in-tieri, o frammenti di quell’antica versione si ritrovavano,lesse con attenzione i santi padri, ed altri autori, e libriecclesiastici, e quindi eziandio ne raccolse molti frammen-ti, e munito di questi sussidj fece nel 1743 una dotta edi-zione dell’antica versione latina chiamata Italica . Mise inuna colonna la vulgata presente, e in altra l’antica, segnòal margiue gli autori, i codici, e i libri, donde ogni pezzoyien preso, e aggiunse in fondo di pagina lunghe ed eruditeannotazioni a quell’antica versione. Contemporaneamente ilBianchini. Bianchini s’internava in profonde disquisizioni di codici bibli-ci d’ogni sorta per vendicare fondatamente la verità, e giu-stezza delia vulgata {a). Il confronto d’un antichissimo co-dice gotico della chiesa di Toledo, fatto da Cristoforo Palo-mares, quello del codice d’Alcuitio da noi sopraccitato, esi-stente nella biblioteca vallicelliana, d’altro di san Paolo fuo-ri delle mura, dell’evangeliario di sant’Eusebio di Vercelli,e d’altri codici delie due versioni latine, sì l’italica antica,che la vulgata di san Girolamo, l’edizioae d’un salterio gre-co in caratteri latini della chiesa di Verona, ed altri antichi

(a) Vindìciae canon, script, vulg. lat. edit. etc.