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ed il Villalpando, e a questo fine cementarono lungamentein più volumi alcuni capi d’Ezeehiele ; e la lor opera a sen-timento del du Pin è la migliore, che siasi fatta su’ profetie sul tempio. Chi mai potrà nominare quanti scrittori feceroA i„J s monedl comentarj su’ salmi? Simone di Muis riporta al giudizio dimolti in questa parte la preferenza . Il suo cemento è criti-co, grammaticale, e letterale, ed in ognuna di queste partimolto pregevole, e solo vorrebbesi, che meno attaccato fos-se ai rabbini, e più seguisse i santi padri e gli altri sacriBeiiaimino. comentatori. Non mostra il Bellarmino tanta critica come ilMuis, nè i suoi comentarj su’ salmi sono da ricercarsi per laparte della critica erudizione, ma meritano ogni lode perl’unzione e pietà, che è il vero pregio de’ comenti della scrit-tura. Degl’interpreti de’ vangeli dice Cornelio a Lapide, cheSalmerone può avere la superiorità nell’applicare le parabo-le, Barradas nello svolgere il senso morale, a Giansenio diGand nella sodezza delle interpretazioni. Ma come poteretener dietro a tutto l’immenso numero de’ sacri comentato-ri? Tanta n’erà stata la copia sino alla metà dello scorsosecolo, che, come dietro il Mayer, osserva il Buddeo (a),de’ soli gesuiti ne rammenta più di trecento il Sotuelo (è ),e de’ soli spagnuoli se ne vedono riferiti da Niccolò Anto-nio più di cinquecento (c). Ma quant’altri gesuiti non si po-trebbono aggiungere a’ riportati dal Sotuelo, quanti spagnuo-li a’ lodati dall’Antonio? E quant’altri comentatori non han-no prodotti l’altre nazioni e gli altri ordini religiosi? Noi cicontenteremo d’avere messo in vista soltanto gli or accenna-ti, e solo ne citeremo alcuni pochi de’ posteriori, quando al-quanto s’era rallentato l’ardore di fare nuovi comenti.
(a) lsag. hist• theol. lib. post. Cap. Vili,(fa) Bibl. Soc. J. ( c) Bibt , hisp. nova.