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ha col nuovo, che spesse volte su quello s’appoggia, e chegli dà una superiore e divina autorità ; e il loro metodo, an-zi la legge pe’ loro interpreti, è di regolarsi per la propriaintelligenza e ragione, senza badare all’altrui autorità, nèalla tradizione della chiesa, nè ricevere spiegazione di paro-le o di fatti della scrittura, che ripugni alla sana ragipne,o alla sperienza de’ sensi. I maestri dell’esegetica, come del-la teologia, de’ sociniani furono i due Socini Lelio e suo ni-pote Fausto. I comentarj, che abbiamo d’alcuni capi deglievangelj di san Matteo e di san Giovanni, e d’alcune episto-le, e d’altri luoghi della scrittura pubblicati da Fausto mo-strano l’ingegno e l’erudizione dell’autore non meno che la
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prevenzione per le favorite sue opinioni, che, come a tuttiI preoccupati settarj , gliele fa vedere ne’ luoghi de’ libri san-ti, dove men compariscono, e lo costringe a cercare violen-te e strane interpretazioni de’ passi, che sono ad esse con-trarj. Le sottili e distese spiegazioni, le deduzioni lontane,e le lunghe discussioni, a cui obbligano il Socino tali sfor-zate interpretazioni, danno molta lunghezza e prolissità a’suoi comentarj, onde non libri intieri, ma pochi capi di duevangeli, e di due epistole li protraggono a molte pagine daformare un grosso volume. Lo stesso metodo seguì il Crel-lio, il quale, siccome prese più ampia materia pe’ suoi co-mentarj, così empì più volumi, ed ebbe campo da far pri—.meggiare la sua esegetica erudizione. Egli è considerato co-me il principe e maestro de’ sociniani cementatori ^ ed ancheil Grozio gli si professa come discepolo, che legge e rileggecon molto studio quanto esce dalle sue mani, trovandovi sem-pre da ricavarne prefitto, e che molte cose da lui ha imparatoed utili e dilettevoli (a); e molt’altri anche affatto alieni dalle
(a) Ep. cc*xxx, ccxcvil 3 al.
Socino.
Crell.