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noni prova pure la ristrettezza de’ codici greci, e perciò an-che la loro antichità. Il Mastricht créde verisimile, che laprima raccolta contenesse i canoni niceni, gli ancirani, neo-cesariensi, gangrensi, e laodiceni da lui creduti anteriori a’niceni (a). Ma i fratelli Ballerini, che con sottilissima dili-genza vanno rintracciando quale fosse dapprincipio la primacollezione, e come col tempo si venisse accrescendo, la vo-gliono ancor più ristretta, e che de J soli niceni cogli ancira-ni, e neocesariensi coll’aggiunta posteriormente de’ gangren-si fosse composta. Quindi diducono, che ne fosse il compi-latore qualcuno della diocesi pontica, donde erano le cittàd’Ancira, Neocesarea, e Gangra, i cui concilj con preferen-za d’altri aveva prescelti per unire al. niceno^ ma che ve-nendo poi un esemplare di quella collezione in mano di qual-che studioso della diocesi dell’oriente vi aggiungesse i canoniantiocheni, i quali però, tuttoché, secondo i medesimi Bal-lerini, anteriori a’ gangrensi, rimasero collocati dopo di quel-li; che poscia di mano in mano passando vi s’unissero in al-cuni codici i canoni laodiceni, e poi altri. Così pure pensa-no, che la prima raccolta, che giungesse nell’occidente, evenisse tradotta in latino, altro non contenesse che i primicanoni sopraccitati, e ad essi soli si riducessero le traduzionilatine, sì la detta isidoriana che la chiamata antica, poste-riore a loro giudizio all’isidoriana, e che se ora vi si trova-no anche gli antiocheni, ed altri, questi da altre posterioritraduzioni derivino (6).
Noi senz’entrare in sì minute distinzioni, e in mere con-getture, quantunque erudite ed ingegnose, staremo soltantoa’ monumenti, che esistono, su’ quali possiamo parlare con
(a) Ibid. n. 35.
(b) De ant. coll. par. I, c. il, al.