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chiaramente un passo di Gregorio turonense, od anzi delconcilio di Parigi del j8o, dove si vede, che il Libro decanoni della chiesa francese non aveva gli apostolici, e cheper questi vi fu aggiunto un quinterno nuovo, che li eonte-va secondo la versione dionisiana. Non però uno solo, mamolti e diversi codici canonici giravano per la Francia. Ta-le era jl corbejense, descritto dal Coustant (a), che lo ere-corbejense.de della metà in circa del sesto secolo, coetaneo del dioni-siana, del quale sappiamo dal medesimo Coustant, che oltrei canoni greci in ordine diverso distribuiti conteneva i car-taginesi, Ì valentini, ì torinesi", ed altresì varie decretali de’papi, ed alcune epistole di sant’Agostino, e d’altri padri -, eil Sirmondo dice in particolare, che dieci sinodi francesi ri-portavansi in quella collezione (è). Tale il famoso codicepubblicato dal Quesnello (c), che lo vuole antichissimo do- Quesneiiù-
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po il concilio calcedonense per ordine di san Leone ad usodella chiesa romana composto, ma che il Coustant, ed i Bal-lerini lo dimostrano posteriore, e in nessun modo fatto perquella chiesaj ed anzi questi ultimi osservando, che nessunesemplare se ne ritrova nelPItalia, e moltissimi nelle Gallie,e che alcuni documenti in quel codice adduconsi, che in nes- >sun italiano*, e solo in alcuni francesi si leggono, voglionocongetturare, che da un qualche privato francese sia stato ^indigestamente compilato (d). Tale il famoso codice longo-bardo-colbertino, di cui parla il Coustant (e), che inclina a r-ongebardo*crederlo del sesto secolo, e nel quale molta somiglianza, emolta dissomiglianza ritrova col dionisiano, e che oltre varjmonumenti sinceri da altri non riferiti ne riporta anche altrispurj. Tale il colbertino 3368 descritto dal medesimo Cou-
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(a) Lib. c. §. il. (b) Praef. ad. Condì. Gali. (c) In edit. oper. S. Leonìs..
(d) Observ. in dissert. I Quesnelli . (e) Ibid. §. iv.