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Uso variodelleversio-nilatine.
stant come composto dal longobardo-colbertino, e del quesnel-liano (a). Tali varj altri codici ad uso de’ francesi composti,che nell’ordine e nella distribuzione de’ monumenti, e ne’monumenti stessi, nelle prefazioni, nelle note, ed in tutto sonofra loro molto diversi. Anche nell’uso delle versioni latine de’greci canoni sono stati i collettori francesi assai più varj, e sipuò dire più capricciosi di tutti gli altri. Ora s’adopera pe’canoni niceni la versione od abbreviazione di Rufino, comesi vede in un codice morbacense, e in altro vaticano orl’isidoriana pe’ niceni, ancirani, neocesariensi, e gangrensi,e la prisca per gli antiocheni, come nel codice longobardo-colbertino (<?}; or fra i canoni della versione isidoriana alcu-ni se ne frammischiano, che sembrano presi dalla dionisiana,come nel codice corbejense sopraccitato; or in altre guise di-verse. Tutto prova l’universalità dello studio de’ francesi dicompilare monumenti canonici, tutto ci fa vedere la loropremura di coltivare la canonica giurisprudenza. Dov’è daosservare, che in tutte queste collezioni francesi, che il Cou-stant vuole contemporanee della dionisiana, e delle quali ilQuesnello dà alia sua anche maggiore antichità, e in molt’altre parimente francesi e spagnuole di que’ tempi, che ge-neralmente si credono da’ critici fatte senza notizia della dio-nisiana , vedonsi già oltre i canoni de’ conci!) molte decre-tali de’ papi, e alcune anche diverse dalle trascritte da Dio-nisio; ciò che può provare essere stata generale nell’occiden-te la venerazione alle pontificie costituzioni, ugualmente chealle sinodali, e che falsamente vuoisi da alcuni protestantiattribuire a politica adulazione di Dionisio ciò che non erache religiosa e cattolica sommissione di tutti all’ecclesiastiche
(a) Ibid. §. v. (b) Vat.-Palat. 574. (c) 784 Coustant 1 . c. §. iv.