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ordinazioni. Si può anche riflettere, che la premura deglistudiosi francesi di raccogliere monumenti alla canonica di-sciplina spettanti li fece talvolta abbracciarne alcuni pocosinceri -, onde non dovrà accagionarsi l’ambizione di Roma,e la mala fede d’Isidoro, come fanno molti protestanti, diquanto finto e supposto si ritrova nel famoso codice isidoria-no. Questa studiosa premura e lodevole curiosità li fece pu-re abbracciare i codici, che appartenevano ad altre chiese.La collezione spagnuola non era meno adoperata nella Fran-cia che nella Spagna 5 anzi v’erano in Francia tanti codicidi quella collezione, che i Ballerini ne formano d’essi unaspezie a parte differente da quella de’ codici spagnuoli, e di-stinguono i codici d’origine e di provenienza spagnuola, eque’ d’origine gallicana (a). I primi sono i più comuni, odanzi gli unici della Spagna, e di là in altre nazioni sonoderivatij gli altri si ritrovano nella Francia, e se pur altro-ve si vedono, sono di colà provenienti. I primi presentanopura e sincera la collezione spagnuola, quale fu nella suaformazione;, gli'altri contengono la medesima, ma ritoccatain alcuni passi, ed accresciuta di monumenti. Questi codicigallicani colla libertà d’emendare e d’aggiungere cominciaro-no ad introdurvi alcuni apocrifi pezzi, e in essi vedonsi l’e-pistola dell’arcivescovo Stefano, e de’ tre concilj al papa Da-masele due di questo, una allo stesso vescovo ed a’ conci-Jj, ed altra a’ vescovi della Numidia, ed altre eziandio apo-crife . La moltiplice varietà de’ codici gallicani s’accrebbe al-tresì coll’introduzione del dionisiano alterato con molte ag-giunte, quale lo presentò a Carlo magno il papa Adriano.Pubblicata la collezione dionisiana, e propagata con tant’ap-
Collezioniispano-galli-cane «
Codice a-driano-dio-nuiane.
(a) L- c. par. ni, c. iv., §. v.