Band 
Tomo sesto & settimo.
Seite
635
JPEG-Download
 

fanno menzione nel loro viaggio letterario i due benedettiniMartene e Durand. Più conosciuti, benché contrastata daalcuni per non vederla accennata dallo scrittore della sua vi-ta, è la collezione di sant’Anselmo di Lucca, della quale wAnsei-molti codici in varj luoghi ritrovansi, ma pochissimi col suonome. I Ballerini, che n’hanno esaminati moltissimi, dico-no, che non in undici o dodici, come si vede in qualcheesemplare, ma in tredici libri era divisa quella raccolta, edosservano^, che fa uso non solo delle leggi romane, maeziandio de’ capitolari de’ re di Francia. Al tempo medesi-mo d’Anseimo verso la fine del secolo undecimo compilòun’altra raccolta il cardinale Deusdedit, delia quale una co-. neusdetó.pia esiste nella vaticana, creduta dal Zaccaria coeva dell’au-tore. Questi (a) ne ha pubblicati i titoli de’ capitoli, fatticopiare colla nota sua esattezza dal diligentissimo ed erudi-tissimo Marini j ed essi fanno vedere quanta fosse la copia epienezza di quella collezione, nella quale osserva l’Agostino,che non soli canoni e sentenze, come in quelle di Burcar-do, d’Ivone, e d’altri, ma trovansi argomenti, ragioni, ob-biezioni e risposte, prove e difese delle sue asserzioni, econfutazione delle contrarie, come ne’ trattati canonici. Deltempo medesimo è pure la collezione di Bonizzone, della Boniizone.quale ho avuto il piacere di vedere nella cattedrale d} Bre-scia l^semplare più perfetto di quanti finora sono conosciu-ti , che mentre il fiorentino è disteso in cinque libri, e ilvindobonense non n’ha che sette (b), quello, tolta soltantola prima pagina, è in tutt’il resto in dieci libri compito.

Questa differenza di libri mosse il Mehus a pregare il cardi-nale Garampi, allora nunzio del papa in Vienna, di con-

(a) Diss. a Stor. eccles . appartenenti tom. il.

(b) Lambec. tom, il, c. vnl, p. 797.