6 79
Che vasto campo poi ed ameno non ci si apre davanti,se ci volgiamo a guardare i critici canonisti, che con edizio- gitisi «a-ni ed illustrazioni d’antichi canoni, ed altri monumenti adessi spettanti hanno recata chiarezza e splendore al dirittocanonico? Frutti furono de’ lumi della critica del secolo de-cimosesto la premura di riprodurre nella loro originalità gliantichi canoni, e altri canonici monumenti, che giacevanosconosciuti, o si conoscevano soltanto deformati, o alteratinelle collezioni ed abbreviazioni, o nelle citazioni de’ poste-riori scrittori; e l’impegno di purgare e correggere il libroclassico e magistrale, ch’era nelle mani di tutti, il decretodi Graziano. Il primo forse, almeno a mia notizia, ad illu-^ 0 "*.™"strare la parte critica della canonica giurisprudenza potrà dir-si Giovanni Quintin, il quale oltre l’opere per così dire sco- Q U ; n tin.lastiche e forensi su le prebende e dignità, e su’ giudizj,s’impiegò anche nelle critiche; e dobbiamo all’erudita suadiligenza i canoni degli apostoli cogli scoi) di Zonara, dalui tradotti in latino, e il sinodo gangrense; ed opera è delmedesimo, com’asserisce il Doujat (a), una versione del sin-tagma de’ canoni di Matteo Blastare, che conservavasi ma-noscritta nella reale biblioteca di Parigi. Questo critico ca-nonista fece parimente molto studio sul decreto di Graziano, ' —-e dal medesimo ricavò un catalogo , od una storia degli ere-tici, e formò uno Specchio del sacerdozio , e una regola e nor-ma pe’ costumi de’ vescovi e del clero. NeH’esaminare cosìattentamente il decreto di Graziano vi scoprì molte cose dacorreggere, e sponendcne alcune nell’ora citato specchio die-de in qualche modo il primo incominciamento di qualchecrìtica all’emendazione del decreto 9 mentre troppo era anco-
(a) Praenot. canoa, lib. v, c. vnl.