Band 
Tomo sesto & settimo.
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» nella storia del giansenismo, su cui tanto s’è scritto, ha sa-

puto rivangare tanti aneddoti, e mettere i fatti in tale lu-me, che con ragione può riconoscersi in questa parte, tut-toché da tant’altri maneggiata, per autore originale. Neltrattare i cattivi secoli si è anche contenuto comunementecon saviezza e moderazione, senza sfiattarsi, come soglionoi moderni, in declamazioni contro il clero e contro Rema:non n’è stato neppure l’apologista, nè ha dissimulato ciò chev’era di riprensibile ; anzi alle volte mi sembra un po’ trop-po libero, e avrei voluto per maggiore sua lode e per pro-fitto de’ suoi lettori, che nel parlare di san Gregorio VII, edell’influenza delle decretali isidoriane nel cambiamento dell’ecclesiastica disciplina non si fosse lasciato condurre dallacorrente de’ moderni filosofi, ma, meglio esaminando le cir-costanze, e penetrando più intimamente nello spirito de’ tem-pi e delle persone, avesse dato a’ fatti quel peso che deonoavere realmente, e salvate avesse le intenzioni di quel san-to, che aveva tutte le ragioni di credere pure. Agli altrimeriti della storia del Bercastel s’aggiunge quello d’essere

tutta della medesima mano, senza intervento di continuato-

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re; l’unico pertanto ch’abbia il vantaggio di conservare co-stantemente il medesimo ordine e metodo, la stessa dottri-na, le stesse massime, il medesimo stile. I pregi dello stileaccrescono eziandio il merito di quell’opera . Lungi dalla ne-gligenza, a cui molti s’abbandonano sotto il pretesto di pie-tà nel trattare materie d’edificazione, e molto più dalla pro-pensione de’ moderni scrittori per la gonfiezza e per l’ener-gia agguindolata, pe’ raffinamenti d’ogni sorta, per l’affetta-zione puerile di novità di pensieri e d’espressioni, e per al-tri dolci vizj troppo cercati dal corrotto gusto del nostro se-colo, sa sempre sostenersi nobile e semplice, esatto e corret-Tomo VI.

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