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Tomo sesto & settimo.
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Erasmo pubblicò detta traduzione, che generalmente fu rice-vuta da tutti come di Sofronio, conosciuto traduttore di va-rie opere di san Girolamo j e sebbene Isacco Vossio vi trovamolti difetti, che gli fanno credere non esser quella tradu-zione di Sofronio, ciò può provare, che vi sieno state dellealterazioni nelle copie, non supposizione deiroriginale. Non

tardò molto a seguirsi da’ latini l’esempio di san Girolamo, ^

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e nel seguente secolo Gennadio di Marsiglia compose altra Ge*a*4to.opera degli scrittori ecclesiastici, continuando fino al suo tem-po il catalogo di san Girolamo, cioè dire abbracciando gliscrittori ecclesiastici dall’anno 392, dove finì san Girolamo,fin al 49J, quand’egli scriveva. Dopo Gennadio continuòl’opera sant’Isidoro di Siviglia, e nel suo libro Degli scritto - Sant’isìiof®.ri ecclesiastici molt’altri n’aggiunse a’ riferiti da san Girola-mo e da Gennadio, che in tutte l’edizioni comunemente so-no trentatre, e solo nell’edizione de’ concilj di Spagna delLoaisa, dove viene riportato, benché col titolo Degli uominiillustri , arrivano a quarantasei, trovandovisi aggiunti Sistopapa, Macrobio diacono, Teodoro mopsuesteno, ed altri nonmentovati nell’altre edizioni. Ad esempio di sant’lsidoro vol-le anche sant’Ildefonso seguitare il catalogo degli scrittori ec- ^Sant'iida-clesiastici, e vi fece un’appendice, dove tredici, o quattordiciscrittori vengono aggiunti. A questi altr’appendice appose sanGiuliano di Toledo, che la sola vita di sant’Ildefònso con-tiene , com’altra ne diede Felice pur toletano della vita disan Giuliano. AU’opere di sant’lsidoro e di sant’Ildefonso suo-le unirsi un altro libretto, che dà notizia d’alcuni altri scrit-tori. Gli autori finora nominati sono in questa materia ori-ginali, dando da se le notizie degli scrittori ecclesiastici, noncopiandole ed estraendole da altri. I posteriori scrittori nonserbarono tant’originalità. Per varj secoli tacque questa par-

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