Band 
Tome troisième.
Seite
156
JPEG-Download
 

I 56 LETTRES INÉDITES,

che non era mente necessario a farmi gustar lavostra veramente aurea conversazione. Affè diDio, don Ciccio mio, dacchè vi lasciai non hotrovato con chi barattar due parole. Qui vengoa cercar muli, ma son tutti asini che in vederlimi fanno esclamar : dov’è il caro don Ciccio quiturpi secernit honestum? Dov’è il padre abatechedovea venir con me? Ma quanto fù più accorto anon partirsi mai da voi ; e don Giuseppe nostrocoll’amabile consorte sua ; e donna Giulia, tuttivi piango; mi pare mille anni di rivedervi tutti.Ma quando sarà, Dio lo sa.

Ora, che vi pare del mio scriver îoscano? perme, credo scrivervi cruschevolissimevolmente ;ma|e a caso, questo mio cicalare non fosse pro-prio di nessuna lingua per voi intelligibile, basta,v’è noto l’affetto mio, e se non troppo m’inten-derete, indovinerete almen quanto vorrei ; manon so significarvi meglio. Vale,fac ut me âmeset 'valetudinem tuam diligentissimè cures.

RÉPONSE A LA LETTRE PRÉCÉDENTE.

Non saprei esprimervi con parole, carissimo estimatissimo amico, il piacere che ho provatocon tutta la mia famiglia in vedere i vostri carat-teri ; che veramente tutti siamo stati in pensiere