ÉCRITES DE FRANCE ET D’ITALIE. lS'J
per voi, per lo silenzio che avete osservato dalmomento in cui siete partito. Sento gli incom-modi che avete sofferti, e sento ancora con miocontento che n’eravate al fine libero ; ma nonposso sentire senza dispiacere che la vostra as-senza da Napoli sia prolungata, e che voi stessonon sapete quando ci potremo rivedere. Tuttosarà tolerabile sempre che voi starete bene ; cheè il voto che tutti facciamo.
lo mene stava in Caserta corne sapete, e faceaconto di restarvi per sempre, exosus urbem ur-banosque mores , quando venni chiamato in Na-poli, perché il Rè mi avea nominato suo privatobibliotecario, che in sostanza è un titolo di onoreper darmi cento cinquanta ducati al mese. Pos-terioramente Sua Maestà ha ristaurata l’academiaErcolanese con piccola variazione, chiamandolareale Academia d’istoria e di antichità ; ed ha no-minato me per segretario perpetuo, e finalmentem’ha dato la direzione délia reale Stamperia. Sinad ora né per l’Academia né per la Stamperia miveggo fatto assegnamento alcuno, ma sento chevorranno darmi altri cento ducati. Il Rè poi haavuto la degnazione di chiamarmi due volte alpalazzo, e di trattenersi meco lungamente in unaconversazione letteraria ; ed avendomi qualchevolta veduto al circolo mi ha fatte mille distin-zioni. Non potete immaginarvi in un paese scioccocorne questo, quanto si sia ragionato sopra di