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Commentari sopra la storia e le teorie dell'ottica del cavaliere Giambatista Venturi
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r Ottica, o come fi ha nominata il Danti, delia Pro-spettiva d Euclide , diviene per chi ben vi riflettauna forte Presunzione a persuaderci, che gli Antichinon hanno mai conosciuto per principi rigorosi lArtedi disegnare con mano sicura le forme degli obbiettivisibili sul Piano di Prospettiva. Della qual Arte e-satta se alcuni Scrittori han voluto spogliarne la Gre-cia antica, non sono a questa mancati, in Sallier,Caylus, Galliani, Difensori zelanti per sostenere, che siavi stata fra i Greci questa Scienza, ardisco- no dire, pari ai nostri,,; ai quali ultimi hannoaggiunto recentemente il loro voto r Valenciennes oLevéque.

La più seducente ragione, che siasi finora ad-dotta da Coloro, i quali dell Arte esatta di Prospet-tiva han voluto far dono generoso agli Antichi, è ilseguente passo di Vitruvio . Primo, die egli, Aga- tarco fece in Atene una scena, e ne lasciò Me- moria. Da questa eccitati Democrito ed Ànassago- ra scrissero sullo stesso Argomento; come conven- ga alla direzione degli Occhi, ed alla distenditura de loro Raggi, stabilito un dato luogo per centro,5? alle linee suddette corrispondere d' una maniera» naturale ; talché da un lavoro incerto nascano im-magiui certe a produrre forme di Edifizj nella di-vi pintura delle scene; e gli obbietti disegnati sopratavole piane e poste di faccia, altri compariscano» andarsene indietro, altri sporgere innanzi,, (a)-^ ato A punto ossia Centro da cui lo Spettatore deb-

(«) Vitruv . Prsefat. Lib. VII.