bri ì suoi reggi perpendicolari al lato G D posto di-rimpetto al Sole medesimo. Uno di questi raggi RSvada a percotere la faccia A CD: rifratto nell’ entrareper S, e nell’uscire per la faccia opposta, volgeràdalla sua prima direzione per un’ angolo minore di24*°, e andrà a disegnare sul pavimento 1’ immaginecolorala Y .
Vadano ora dal Sole due altri raggi PQ, TVparalleli ad RS a rifrangersi nelle due facce A GB,ADE contigue alla prima A CD. Questi due raggicadendo assai obbliqui sulle facce loro assegnate so-no rifratti entro il prisma d’ una quantità notabil-mente maggiore di 2^.° ( Lemma 2. 0 ); e però getta-no sul pavimento le due immagini X, Z, disposte sulcontorno d’ un’ arco X Y Z, che volge la sua conca-vità verso il prisma. Movendo il prisma intorno alsuo asse, le tre immagini girano più o meno nonmolto lungi dall’arco medesimo. Si riempia d’acquaun simile prisma formato con lamine di vetro, e sene vedrà in pratica Y effetto.
Chi sa che nelle esperienze artifiziali dell’ Iride1 immagine prismatica prodotta da due rifrazioni eduna riflessione entro una sfera d’acqua si dipinge so-pra d’ im piano io situazione ed in senso opposto aquello in che la vede sulla sfera stessa 1’ occhio ap-plicato nel sito dell’ immagine suddetta : chi sa ciò,comprenderà facilmente, che se si vuole far vedereall’ occhio posto in Y tutte ad un tempo, le tre im-magini X, Y, Z al luogo de’ loro raggi rispettivi,conviene descrivere in aria, per lo vertice A un ar-co li. A O posto in situazione rovescia di XYZ, C