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Commentari sopra la storia e le teorie dell'ottica del cavaliere Giambatista Venturi
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zioni, e il minuto andamento dellopera sono certamentelavoro tutto suo proprio . Lo che non si potrebbe dire egual-mente di Vitellone .

Non sarà forse discaro ai Leggitori d aver qui in fineun esempio della maniera, con cui Tolommeo tratta le coseottiche, non meno che dello stile del suo Traduttore Latinointorno al iaoo. Questi si difende nella prefazione, sulladifficoltà grave che sincontra a trasportare dallArabo nelLatino , attesa la somma distanza che passa fra le parole ela natura delle due Lingue . Lo squarcio seguente contienela massima parte di quanto espone Tolommeo in due luoghidiversi (contenuti nel a.® e nel 3.° libro della sua Opera)intorno alla coincidenza dei due Assi ottici sul medesimooggetto , ed alla corrispondenza che passa fra le sensazionicontemporanee dei due occhi . Le correzioni del testo sonofatte per lo più col soccorso del Codice Ambrosiano ; le il-lustrazioni chiuse fra due parentesi, che ho frapposte altesto medesimo, sono in carattere corsivo.

I. Omne corpus apparet in uno loco illi qui aspicit cumuno oculo tantum . Àspicìenti vero cum duobus oculis vi-debitur in uno loco , si una cornprehendent illud cumradiis consimilibus, qui videlicet habent in unoquoque oculoutrarumque piramidum ( visualium quarum vertex in ocu-lo basìs autem in objecto ) positionem consimilem et eequa-lern respectu proprii axis sui : quod fit quando axes utra-rumque piramidum conveniunt super unam et eandern remvidendam , quemadmodum fit quando aspicimus res videndassirnplici aspectu, et secundum quod a natura inest nobis

aspicere diligenter. Insitum enim est nobis naturaliter

ad diversos situs volvere pupillas volutione mirabili , et di-ligenter clam revolutas, quousque utrique axes simul ceni-derint super medium corporis videndi, et fiat utrisque pira-