üb.q.C. 6 .
Lib. V. Caput VII.
CAPVT VII.
De ornatibus Faniq\ Vaticani Val-itarum laxamentis , oflijfiterecens Norma .
T insignium ZEdificiorum.,partes haud absonam Ostio-rum symmetriam obtineat,Fenestras videlicet luminiexcipiendo idoneas, fores-que permeanti Populo destinatas; inania_>earum interualla, seu Ostia ad Vitruui; nor-mas componentur. Qui auctor in DoricisValuis licet validioribus Ostij altitudinem,aliquantum duplam excedere latitudinem*definiuit, vt intimas partes facilius conspi-ciantur. Quapropter in duodenos modulosdistributa sublimitate, quinos, Lcdimidiumattribuit latitudinijquemadmodum in adic-cto diagrammate intueris . Vcrumtamcn_,in Vaticani Templi structura tam vtilcm Vitruuij methodum minimi adhibuere Artifi-ces, cum altitudo duplam tantummodb la-titudinem impetrarit, non adiecta eidcrm.parte duodena. Quod liberum intus pro-spectum interturbat, aptamque lanuarumantepagmentis demit proceritatem. Tumetiam Epistylij, Zophori, & Coronas modu-lis redundanti distributione, superuacaneaPorticus Columnarum intercapedo, elegan-tiam minuit, ac venustatem. Hinc metho-dum in perficiendis Valuarum ornamentisasiumptam, mirabilem Scapharum, Basili-cam ambientium, symmetriam non imitarifacile animaduertes . Quippe igitur hocOstiorum genus ita constituendum, vt hi-larem elegantiam consequatur, ne Nos inobuiam impingamus syrtim, eum accuratetrutinatum canonem in publicum exhibe-mus beneficium, cuius, in varijs aTdibusconstructis , optatura semper obtinuimusexitum. Enim vero in subiecto Schemate,ea diligenter obseruata dimensione, Ostiumaltius assurgens, multo maiorem Valuisconciliat pulchritudinem, quas liberiore^Epistylij, Zophori, & Coronas ornatu plu-rimum adaugetur, Columnilque Prothy-
Libro V. Cap. VII. 279
CAPIJOLO VII.
Dell'ornamento , e Vano delle Portc\dei T *empo Vaticano , e nuouaRegola .
Ccio le Fabriche cospicue pos-sino auerc in quelle loro partili fori di corrispondeute pro-porzione alia vastita di esto,cioe Finestre spaziose per la_,sufficienza de’lumi, e Portoample douute al pafsaggio dei Popolo , deuono| disporsi le loro aperture nel modo, come ci ad-' dita Vitruuio appellat! Ostij. Egli vuole in spe-cie , ehe le Porte Doriche, beuche piü robuste'abbino il VanodclPaltezza maggiorc vnpocopiü didue volte della larghezza, accio eho 1vcnghi piu amplificato il vedere gli oggetti, eparti interiori degli Edifizij. Poi egli diuidciaparte alta in parti 12; & 5; vn 2. di queste ne as-legna alia larghezza, come nella seguente Ta-uola fi dimostra. Non abbiamo trouato questonecessario precetto nelle Porte principali deiTempio Vaticano, a cagione di quella parto,ehe manca dclPaltezza, secondo il Testo dei su-detto Autore. Sono queste alte due volte dellalarghezza, mancando quella duodecima partedi piü, ehe impediscein parte nelle distauzeilgodimento interno; ha di piü obligato ä nom,esserela vestitura degli ornati di quella eleua-zione, ehe si vorrebbe. Anche quell' abbon-dante misura data al riparto deJP Architraue,[Fregio, e Cornice; con lasuperflua, distanza_,delliPilastri principali dei Portico, e CorniceArchitrauata sopra, diminuisce la grazia, c fascorgere, ehe il modo pratticato degli ornati di-istribuiti alle sopracitate Porte non ottiene quell’ottirno, chesiammira nelle Nicchie maestroestcriori, ehe sono attornoil Tempio. Si comea simili fori si deuono disposizioni abili a costi-tuirli di giuste proporzioni, e simetria , per nonincorrere in tali inconuenienti, abbiamo percioritrouato la seguente Regola per benesizio pu-blico; la quale cisiamo asticurati didporre*»,,per essere gia autenticata dalla prattica da Noi■seguita. Mentre se n'e ottenuto Pottimo essetto»'come nellaTauolasi apprende lamaniera, ehe[epiüsuelta per Paccresciuta altezza dei Vano,
■ e grauita, por il libero ornato delPArchi traue ,[Fregio, e Cornice. E’ grata per la gentilezza_.Meile parti, e ritrae dalla collocazione della,,'Colonna con Base, e Capitello, P essetto dei| naturale sostenimento piü proprio delle Car-telle, 0 Mensole, da Vitruuio chiamatePro-tiridi. Vengono anche queste abbracciate dalIdetto Autore, ma pero non anteposte.
tib.^.c.6.
ridi-
i
L’ac-