100 LIBRO PRIMO.
con questo espediente, deve essergli necessariamentecostato qualche cosa di più dell’ 8 per 100 per anno,e talora al di là, sia perchè l’interesse delle com-missioni è aumentato, sia perchè egli è stato obligatoa pagare l’interesse dell’ interesse e della commissionedelle prime lettere di cambio (ì). »
Ecco un giuoco affatto simile a quello dellanavetta. Questo giuoco somministra sempre dellerisorte ai particolari, e può essere loro anche diutilità; ma se fosse adottato dalle Banche, vedremmoche sarebbe ad esse rovinoso. Del resto è incon-trastabile , che questa specie bizzarra di circolazioneè tutta fondata sul Credito, e dove la fede reciprocanon fosse introdotta, il giuoco della navetta sarebbesconosciuto.
Ma se questo giuoco, in vece di formare la ri-sorta di un uomo industrioso, fosse la speculazioneeli un dissipatore , costui si troverebbe in brevetempo ammiserito. Dov’ è quell’ uomo di senno chevorrebbe attribuire al Credito la rovina di questoforsennato ?
« Il fine del Credito, dice Genovesi (2), è dimoltiplicare i beni del debitore per la forza de’ benidel creditore. Il Credito è stato introdotto per edifi-
( 1 ) Il D. r Smith, dice Thomton eli. 2 , rappresenta come una risorsarovinosa per li negozianti quella della circolazione ,, clic consiste a tiraree ad accettare , facendo alternativamente ì fondi. Intanto questa risortanon è necessariamente onerosa , e sembra eli’ egli nc abbia esagerati gl’in—convenienti.
( 2 ) Voi. II , §. 3 , pag. 353.