CAPITOLO QUARTO. 101
care , non per rovinare ; per aggiungere, non persottrarre ; per creare, non per distruggere. »
10 lo so che uno stravagante spirito di specula-zione ne ha difformato l’idea , ne ha fatto smarrireil cammino, lo ha renduto un istrumento di pazzaavidità, e ne ha fatto un vero giuoco di azzardo.Quando questo spirito di vertìgine s’impadronisce diuna nazione, esso minaccia la sua rovina , e tratanti esempii che ne potrei addurre , basterà quelloche offrì la Francia sotto il Reggente.
11 corso degli effetti pubblici è soggetto alle stessevariazioni delle nazioni ; queste variazioni hannocagioni diverse, ma producono il medesimo effetto ;esse occasionano una gran circolazione di queste carte.
Un Governo già indebitato (1) , se vuol farenuovi imprestiti, è obbligato ad offrire migliori con-dizioni ; ciò impegna gli antichi creditori a venderei di loro effetti per prender parte al nuovo imprestito.In questo caso il corso de’ vecchi effetti ribassa, equello de’ nuovi si eleva. Queste variazioni subitaneehanno luogo soprattutto in Inghilterra, ove il debitopubblico è enorme, ed ove il Governo continuasempre a fare degl’ imprestiti.
In altri Stati il timore , sia reale, sia immaginario,di perdere una parte del capitale o degli interessi,fa egualmente bassare il prezzo degli effetti pubblici.Allorché infine l’interesse non è piu pagato regolar-
•p) Siorch , Liv. VI , Cliap. IX.