LIBRO PRIMO.
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procurano la superiorità nella concorrenza ; ma essasuppone un’ accumulazione straordinaria di capitali ,e questa non si ottiene che quando si rivolge esclu-sivamente verso un ramo d’ industria il maggiornumero di quelli che un popolo possiede. Da ciòrisulta che gli altri rami mancano de’ mezzi ncccssariialle grandi intraprese, e quindi di quel principiovitale senza di cui l’industria o languisce o si estingue.Perlochè un popolo acquistando una immensa supe-riorità, per esempio, nelle Manifatture, e quindi nelCommercio, non potrà essere un popolo eminente-mente Agricola (1) ; ed al contrario , per quanto pos-sano essere ingenti i capitali di una nazione , essi nonbasteranno giammai a dare la stessa energia ed esten-sione a tutti i rami dell’ industria (2). E a questedottrine, che gli esempii delle diverse nazioni eviden-temente confermano, si possono aggiungere due veritàin sostegno del mio argomento : la prima è che l’esem-pio del guadagno , e il desiderio di parteciparne, fatraslocare i capitali dalle speculazioni incerte e di
(1) Si noti che l’agricoltura non è suscettibile di quella perfezione , edestensione che ha luogo nelle manifatture , o nel commercio , e perciò essasi può henissimo associare ad una grande perfezione delle ime , e ad un’ im-mensa estensione dell’ altro.
(2) Il Cavalier Delti, nel Capo ultimo del suo Libro, si propone diesaminare se gl’ Inglesi abbiano, o no un fondo sufficiente c atto a fare ilcommercio di tutto il Mondo ; c nel Cap. Ili , sostiene esservi degli ostacolinaturali e perpetui per cui la Francia non può sul mare divenire piùpotente, di quanto ora lo sono , o possono divenirlo gl’Inglesi egli Olandesi,fiori cujusvis homìnis est adire Cor in dui/n Horat.