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Volume primo.
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117
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CAPITOLO SESTO.

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scarsa riuscita, per trasportarli all’impiego di opera-zioni che sono già riputate come sorgenti di fortuna.La seconda è che l’indole del suolo , la sua posizionegeografica, la natura del suo clima, la qualità e varietàdelle sue produzioni , il grado di coltura de’ suoiabitanti, e i di loro rapporti commerciali, determinanoqual sia l’industria più utile di un paese.

Questi principii, scritti nell’ ordine eterno dellecose, dimostrano quanto sia poco ragionevole il guar-dar con occhio sospettoso quel sorgere che fa un popolosul sentiero della floridezza. Se il grado del suo incivi-limento , e la natura del suo suolo il menano comeper istinto ad esser popolo agricola, a che paventare diesso i popoli manifatturieri ed i commercianti ? Dovreb-bero anzi, non solo rallegrarsene, ma influire all’avan-zamento di quell’ industria. Evvi tra popolo e popolo

10 stesso rapporto che esiste tra gli abitanti di unacittà e quelli delle vicine campagne. .A proporzioneche i campagnuoli trovano nella città maggiore spacciodelle loro produzioni, più si sforzano a moltiplicarle,perfezionarle e variarle ; e gli abitanti della città sonoda queste offerte forzati a procurarsi i mezzi da farne

11 cambio , e quindi aneli’ essi dal canto loro si sforzanodi dare nuova estensione e forme più eleganti e piùricercate alle loro manifatture (1). Ecco perchè dovesi formano industriose le città , le campagne circoli—

(i) Ciò s’intende in rapporto al gusto , ed alle costumanze degli abitantidelie campagne da una parte, e al gusto, e alle costumanze degli abitatoredelle città colle (juali sono in relazione commerciale.