Band 
Volume primo.
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141
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CAPITOLO SETTIMO.

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rario potrebbe essere più abbondante : ed intanto essovi è cosi scarso che l’interesse è divenuto esorbitante,e l’aggiotaggio devastatere; ( 1 ) non vi è paese chepossa mettere più facilmente in circolazione un’ im-mensità di valori, ma i valori vi giacciono abban-donati e nel più funesto ristagno ; a dirlo in una solaparola, non vi è terra così privilegiata, e che potrebbenuotar nell’ abbondanza, come la Sicilia : e intantoi suoi abitanti sono costretti a perirvi di fame.

Per ciò che riguarda P Agricoltura, parte fon-damentale del sistema Economico della Sicilia, si offreuno spettacolo degno di tutta 1’ attenzione. I fondide’ proprietarii più ricchi non costituiscono che unaproprietà nominale , sia perchè i debiti che vi gra-vitano assorbiscono il valore de’fondi; sia perchè,rimanendo senza coltura, non danno verun prodotto,veruna utilità; sia perchè la mancanza delle bracciacoltivatrici ne rende permanente la sterilità. I credi-tori , che potrebbero chiamarsi i proprietarii reali ,per farsi pagare sono obbligati a seguire formalità cosi

I-s Baronie di Nisceini e Bauli ,

E lo Stato e principato di Pietrapersia, con tutti i rispettivi titoli, es-tendi, censi, corsi di acque, corpi urbani, diritti ec.

Se i più grandi della Sicilia sono ridotti a queste estremità, che Bassia dire de’ piccoli? e che di coloro che hanno le sole braccia, e che inu-tilmente corrono da un punto all’ altro a domandar travaglio ?

(1) Basti dire che lo stesso Governo paga lo sconto delle sue carteal dodici per 100, cioè che sulle cambiali provvedenti dai dritti doganaliegli concede lo sconto alla ragione del 1. p 100 al mese, per aver Subitoil contante.