LIBRO PRIMO.
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lunghe , e dispendiose, che ritardano sempre la ri-vendica de’ diritti a danno delle parti contendenti edel pubblico, e quando si ha la costanza di sostener lalotta, il vero risultamento è la spoliazione, opera per-fetta della voracità de’causidici in generale; il debitorecosì è privato de’ suoi fondi per un debito infinitamenteminore di quello che in fine è obbligato di soddi-sfare , renduto strabocchevole dagli interessi e dallespese di litigio ; ed il creditore sovente, trovandosi piùricco di terre, ma più povero de’ mezzi necessarii acoltivarle, riesce ad ottenere una vittoria peggiore dellastessa sconfitta. Io potrei ancora riflettere che quandoi debitoiù sono i più potenti ed in maggior numero,j creditori più deboli e di numero ristretto, si formanaturalmente tra i primi una specie di coalizione, chesi sforza di rendere 1’ esercizio della giustizia distri-buitìva impraticabile, e l’abolizione de’ debiti o di-venta impossibile, o, proourata con mezzi straordinarii,produce i più funesti disordini.
Stabilire un sistema che possa agevolare questagrande operazione , sarebbe rendere un eminente ser-vigio ai debitori, ai creditori ed allo Stato ; ai debitorida una parte , liberandoli da una cagione che rodesordamente le loro proprietà e ne produce un’ immamcabile consunzione ; e dall’ altra , procurando loro imezzi di far valere il resto de’ loro fondi abbandonati.Si rende servigio ai creditori, vivificando i loro capitalie procurando nuovi mezzi di riproduzione alla loroindustria. Si serve finalmente lo Stato, mettendo incircolazione nuovi ed immensi valori , producendo