CAPITOLO PRIMO, §. IV. ljq
Inglese chiamato Lackington , figlio di calzolaio , edegli stesso lavorante in questo mestiere, all’ età di 24anni non conosceva neppure una sola lettera dell’al-fabeto. Egli era ben lontano dal credere che un giornodovesse aver del Credito, specialmente nel commerciodi Libraio. Imparò da se solo a leggere ; cominciòdal comprare e vendere alcuni pochi libri , e finìcoll’ essere il primo libraio di Londra. Il suo bene-ficio, negli anni 1792? 1 79^ e 1794? si elevò a 5ooolire sterline, ( 120,000 franchi ) per anno.
Quando il Credito è stabilito, bisogna conservarlo,ed il mezzo è infinitamente semplice : esso consistenell’ essere perfettamente onesto , e nell’ adempieretutti ì suoi impegni colla più severa esattezza. Ren-diamo grazie al Ciclo, che ha posto il Credito nellaprobità, come la felicità nella virtù.
$. IV. .Della (Jojistirvuzione e della Perdita ,del Credito.
<c II Credito è nemico dell’arte*, esso non richiededestrezza o sottigliezza. Lo scaltro non inganna duevolte ; altro non richiedesi che la franchezza, la bo-nomia, e ciò che chiamasi disinvoltura (1). ■»
Quali sono i mezzi da conservare il Credito? Ps~sere uomo onesto : ecco tutto il segreto.
Di fatti, l’uomo onesto sarà fedele a’ suoi impegni;
fi) //e/a/»e£, Liv. I ; , Chap. V.
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