CAPITOLO SECONDO, §. VI. 2;5g
ne diventa la circolazione, perchè tanto maggioreè il Credito ed il favore che godono queste Obbli-gazioni.
Ma se queste Obbligazioni sono diverse , e diproprietà di varii particolari, come si può dare alleune una scadenza prossima , ed alle altre , unascadenza remota ? Per chiarire questa idea , diròche in origine le Obbligazioni non hanno termine oscadenza , o, per meglio dire, tutte hanno una sca-denza indeterminata. Però, da parte del Governoche impronta è convenuto che ad epoche fisse , dasemestre a semestre, per esempio, esso conterà laquota fissata per lo rimborso di una parte del ca-pitale e degli interessi, che si calcolano sempre allaragione stipulata sulla somma restante. Si supponga,per esempio, questa quota di franchi 100,000. Gliazionisti dal canto loro sono convenuti che a via dilotto si estrarrano tanti numeri dalle diverse serie oclassi di Azioni , quanti giungano a formare esatta-mente la sopraddetta somma , e che coloro tra essisaranno rimborsati, le Azioni de’ quali saranno se-gnate coi numeri estratti.
Le Azioni , in vece di essere contrassegnate concifre numeriche , possono esserlo con qualunquealtra cifra o carattere : ciò nulla toglie all’ essenzadel lotto, che sarà sempre dello stesso tenore.
Questo lotto si fa nell’ ordine e colle formeconvenute, colle maggiori solennità, ed alla presenzadi gravissimi personaggi pubblici, onde possa esser
dissipato, e dirò meglio, prevenuto fin anco il sospetto
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