LIBRO SECONDO.
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Noi non andremo rintracciando in epoche lontanela storia de’nostri disastri, e sfuggiremo di rinnovar lamemoria de’ mali che colmarono di calamità i nostriavi *, e rispettando financo gli errori de’ trapassati ,lasceremo cadere un denso velo sugli uomini che piùnon sono, e sopra danni che non possono più esserprevenuti. Gran parte di questi essendo giunta a noicome nostro più infelice rettaggio, ne delineeremoqualche tratto leggiero, meno per far vane querimonie,che per indicare qualche rimedio, e per far sorgerequalche raggio di speranza nel cuore de’miei com-pa trioni.
Da che il potere del Commercio scelse la suasede nel Nord , e vi fece nascere uno spirito d’In-dustria che, adulto in poco tempo, è divenuto posciagigante, il nostro paese offri le sue larghe produzionia questo mostro, che già stendeva le sue braccia percircondare l’Universo. Follemente soddisfatti dal cam-bio di opere che lusingavano più la vanità, che ilcommodo e 1’ agiatezza, i nostri padri credettero chele loro risorte fossero tanto inesauribili quanto la terrache le prodigava, e si adagiarono immobilmente sudi un sistema che doveva un giorno esser cagione dimiseria e di rovina. Spogli i di loro sguardi dellaforza che penetra nel futuro, si appagarono del benepresente , e i di loro nipoti ereditando il di loroerrore , non ne sono rivenuti , che quando il maleera divenuto mortale ed il rimedio quasi impos-sibile.
Se non avessero mai perduto di vista i passi che